Visita tricologica. Qual è la sua funzione?

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La visita tricologica rappresenta il primo passo in vista di un percorso efficace per contrastare un problema ai capelli.

Il medico specialista di dermatologia e tricologia, il tricologo, è l’unico a potersi occupare della salute del cuoio capelluto e di tutte le patologie ad esso legate.

È opportuno rivolgersi a un centro tricologico che possa vantare figure professionali specializzate in tricologia.

 

Cos’è la tricologia?

La tricologia è una branca specifica della medicina, che studia la struttura, le funzioni e le affezioni di peli e capelli.

Studi recenti dimostrano che quasi la totalità della popolazione manifesta, nel corso della propria vita, una forma di caduta di capelli superiore alla norma. Tale fenomeno può essere causato da diversi fattori.

Il centro tricologico si occupa di individuare l’eziologia della forma di calvizie che affligge il paziente, definire una diagnosi e, sulla base di fattori quali l’età, la familiarità e la genetica del paziente, indicare una cura farmacologica efficace per contrastare la perdita di capelli o un’alternativa chirurgica o dermocosmetica, qualora i medicinali non fossero sufficienti a interrompere o invertire il processo.

 

Dimensione psicologica

Osservare una caduta di capelli anomala rappresenta un grande shock per il paziente. Le ripercussioni della calvizie si osservano non solo a livello estetico, ma anche a livello psicologico.

La sfera emotiva e sociale dell’individuo ne sono affette e ciò risulta ancora più marcato qualora la caduta sia irreversibile, o il trattamento risulti lungo e difficile.

Il tricologo è in grado di comprendere il malessere psico-fisico e sociale del paziente e tiene conto di questo aspetto nella definizione di un piano di cura.

 

Come si svolge una visita tricologica?

Fase di raccolta dei dati anamnestici

L’analisi dei precedenti fisiologici e patologici, individuali e familiari del paziente rappresentano la cosiddetta anamnesi.

Molto spesso conoscere la storia del paziente può aiutare il tricologo a individuare le cause della caduta.

Ricordiamo, infatti, che la principale causa della calvizie comune è quella genetica. I follicoli piliferi sono colpiti dalla patologia esclusivamente in individui geneticamente predisposti.

Allo stesso modo, anche l’alopecia areata, le cui cause restano tutt’ora ignote, sembra abbia origine familiare. Chi ha un parente che ne ha sofferto ha più probabilità di sviluppare la malattia.

Il tricologo si occupa anche di raccogliere i dati riguardanti eventuali esperienze e terapie farmacologiche precedenti, positive o negative che siano.

Tutte queste indagini contribuiscono a instaurare un rapporto di fiducia tra il paziente e lo specialista. In inglese si parla di “compliance”, cioè di accondiscendenza, di “aderenza”.

 

Visita del cuoio capelluto

In questa seconda fase, il tricologo procede con un accurato esame del cuoio capelluto per comprendere quale sia lo stato di salute dei capelli.

Lo strumento utilizzato è una lampada dermatologica con ingrandimento 3 o 5X.

I test più comunemente eseguiti in questa fase di esplorazione includono pull-test, test al cartonfeltro, test della scriminatura, una valutazione macroscopica delle radici, ecc.

Quando si trova di fronte ai casi di più complessa analisi, il tricologo può ricorrere a esami più approfonditi tra cui il fototricogramma, il tricogramma o la biopsia del cuoio capelluto.

 

Fotografia Global

Non è possibile basarsi esclusivamente sulla propria memoria quando si parla di tricologia.

Ogni centro tricologico si serve di strumentazioni specifiche per poter scattare delle fotografie digitali globali di qualità al fine di monitorare la condizione del paziente e qualsiasi cambiamento positivo o negativo seppur minimo durante i follow-up.

 

Definizione di un’aspettativa reale e di una terapia

Perché una terapia possa “avere successo”, è innanzitutto essenziale che il paziente comprenda quali siano i risultati ottenibili.

Il tricologo si occupa di indicare al paziente quali possano essere le sue aspettative e quale, verosimilmente, sarà il decorso della patologia.

Una volta chiarita la diagnosi, si procede con la definizione di una terapia che consterà di posologia e modalità di assunzione.

 

Follow-up

Aspetto essenziale della terapia è un costante controllo dell’andamento del quadro clinico, da effettuarsi con visite la cui frequenza dipenderà dalla condizione del cuoio capelluto e dalla patologia di cui il paziente è affetto.

 

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