Tricopigmentazione e trapianto di capelli

tricopigmentazione e trapianto

Che cos’è la tricopigmentazione

La Tricopigmentazione, versione temporanea della tecnica permanente di Scalp Micro Pigmentation (SMP), Micro Pigmentazione dello Scalpo, rappresenta la soluzione ideale in caso di calvizie, diradamento e alopecia.

Si tratta di una tecnica che ha avuto origine nel mondo dell’estetica, da un’evoluzione della cosiddetta micropigmentazione, disciplina specifica utilizzata per correggere, abbellire o riequilibrare tratti del volto o del corpo, applicata però esclusivamente alla particolare pelle del cuoio capelluto.

Da diversi anni, però, il mondo medico si sta avvicinando a quello estetico alla ricerca di soluzioni che possano migliorare alcuni inestetismi che non possono essere corretti con terapie farmacologiche o interventi chirurgici.

La Tricopigmentazione si sviluppa proprio in questo contesto, portando il chirurgo della calvizie a collaborare fianco a fianco con il tecnico specializzato.

Il trapianto di capelli, infatti, presenta delle limitazioni numeriche che non è possibile ignorare. Di seguito indichiamo quali siano questi limiti e descriviamo come la Tricopigmentazione possa offrire una valida soluzione.

 

Il trapianto di capelli e i suoi limiti

Il trapianto di capelli rappresenta la soluzione chirurgica alla calvizie. Consiste nell’estrazione di unità follicolari (piccoli gruppi di capelli) dalla zona occipitale dello scalpo, non soggetta all’azione degli ormoni androgeni responsabili della caduta dei capelli, definita zona donatrice, o donante, e nel loro innesto nelle aree glabre dello scalpo che vogliono essere rese più folte (zona ricevente).

I follicoli presenti nell’area donatrice non sono illimitati. Compito del chirurgo è comprendere quale possa essere il giusto approccio che permetta di ottenere un numero corretto di unità follicolari senza danneggiare e “svuotare” eccessivamente l’area donatrice, e allo stesso tempo di avere una densità sufficiente nella zona ricevente.

Con il termine Scala Norwood indichiamo una classificazione dei diversi gradi di calvizie negli individui di sesso maschile. La scala si estende dal grado 1, che vede un arretramento contenuto della linea frontale, sino al grado 7, che mostra invece una caduta sull’intero scalpo, ad eccezione dei capelli presenti nella zona donatrice.

Qualora ci si trovi di fronte a un paziente Norwood 6/7, sarà impossibile, per il chirurgo, riempire completamente l’area ricevente. In questo caso ci si concentrerà, durante la fase di innesto, sulla zona frontale del cuoio capelluto e sulla ricostruzione della hairline, poiché si tratta delle aree più in vista durante la vita di tutti i giorni. La zona del mid-scalp e del vertice non potranno essere completamente coperte.

 

Tricopigmentazione come complemento al trapianto

Nel 2013 la Tricopigmentazione ha ottenuto un riconoscimento scientifico ufficiale dal mondo della chirurgia della calvizie internazionale. La tecnica è stata approvata come complemento al trapianto di capelli e come alternativa alla chirurgia nei casi in cui questa non sia possibile.

Qualora ci si trovi di fronte a uno delle situazioni sopracitate, la Tricopigmentazione rappresenta un’ottima metodologia per completare il lavoro del chirurgo, coprendo le trasparenze ancora visibili dopo l’intervento e donando allo scalpo un aspetto più folto e ricco.

Ricordiamo che l’osservatore percepisce uno scalpo come diradato nel momento in cui nota il colore della cute tra i capelli. L’obiettivo sarà proprio quello di camuffare otticamente questo colore.

 

Tricopigmentazione e camouflage delle cicatrici post trapianto

Il trapianto di capelli porta alla formazione di cicatrici nell’area donatrice del cuoio capelluto. Queste possono essere:

  • Piccole cicatrici di forma tondeggiante, se è stato eseguito un trapianto con metodo di estrazione FUE (Follicular Unit Extraction), che prevede il prelievo delle singole unità follicolari direttamente dallo scalpo con l’ausilio di uno strumento particolare definito punch;
  • Un’unica cicatrice di forma allungata che può estendersi da un orecchio all’altro del paziente, se è stato invece eseguito un trapianto con metodo di estrazione Strip o FUT (Follicular Unit Transplantation), che consiste nella rimozione di una losanga di pelle da cui sono poi estratte le singole unità follicolari.

La Tricopigmentazione rappresenta un ottimo metodo di camouflage qualora queste cicatrici siano visibili a seguito del trapianto. La tecnica permette, infatti, di nasconderle all’occhio dell’osservatore, liberando il paziente da questo fastidioso inestetismo.

 

Tricopigmentazione come alternativa al trapianto

Vi sono alcuni casi in cui, a causa di un’area donatrice insufficientemente ricca, o per la presenza di una patologia che comprometta anche i follicoli presenti nella zona occipitale dello scalpo, non è possibile effettuare un trapianto di capelli.

La Tricopigmentazione rappresenta dunque una valida alternativa, riconosciuta e approvata dai massimi esperti della hair restoration.

Elenchiamo di seguito queste situazioni, analizzandole:

 

Area donatrice insufficiente

Non tutte le persone affette da calvizie sono buone candidate per il trapianto. In alcuni casi il chirurgo non può intervenire poiché l’area donatrice non presenta un numero sufficiente di unità follicolari perché si possa ottenere un buon risultato.

In questo contesto, la Tricopigmentazione può essere utilizzata per coprire le trasparenze se il paziente presenta ancora una buona densità residua, o per ricreare l’effetto ottico dei capelli rasati in aree completamente glabre, a patto che il paziente accorci i capelli a circa 0,5 mm.

Compito del tecnico sarà, nel secondo caso, l’eliminazione della linea di raccordo tra i capelli e i punti realizzati, in modo da donare ordine ed equilibrio all’immagine del cliente.

 

Rasatura dopo il trapianto di capelli

Talvolta può accadere che un paziente che si sia sottoposto alla chirurgia di trapianto di capelli decida di rasarsi poiché non soddisfatto del nuovo look. Inevitabilmente i capelli innestati presentano un aspetto diverso rispetto agli indigeni. La Tricopigmentazione può essere utilizzata per ridonare uniformità all’area ricevente e, ancora una volta, per camuffare la cicatrice dovuta al trapianto in zona donatrice.

 

Alopecia areata

L’alopecia areata è una patologia del cuoio capelluto che si manifesta con una caduta di capelli che porta alla formazione di chiazze glabre sullo scalpo. Il trapianto naturalmente non è un’opzione possibile.

La tricopigmentazione può servire per riempire le zone vuote dello scalpo e restituire ordine all’aspetto del cliente. È importante che l’operatore specializzato in Tricopigmentazione tenga conto della natura mutevole della patologia.

 

Alopecia totale

Nei casi più severi, l’alopecia areata può progredire fino a interessare l’intero cuoio capelluto. Si parla in questo caso di alopecia totale.

Naturalmente anche la zona donatrice è interessata dalla caduta, di conseguenza il trapianto di capelli non rappresenta una possibilità per il cliente.

Grazie alla Tricopigmentazione è possibile ricreare interamente la linea del cuoio capelluto. Sono richieste abilità tecniche e grande precisione da parte del tecnico specializzato che dovrà rispettare le caratteristiche di tutte le aree dello scalpo al fine di evitare discromie e imperfezioni.

Iscritto al forum Ieson dal 2007, Salusmaster dal 2007 e Bellicapelli dal 2010, moderatore globale del forum Bellicapelli. Creatore di: bellicapelliforum.com, blogcalvizie.it, beautymedical.it, alliance4hair.com, insalacoclinic.com e gestore di oltre 20 website che trattano il tema della perdita dei capelli. Responsabile marketing, comunicazione e CRM nello Staff di Milena Lardì dal 2012. Partecipazione attiva ai più importanti meeting mondiali sulla chirurgia della calvizie. Da maggio 2020 sono consulente con esclusiva nazionale per il Web della dott.ssa Chiara Insalaco.