Trapianto di Capelli, FUE, Strip, BHT e l’area donatrice.

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Il trapianto di capelli è un procedimento chirurgico che consiste nel trasferimento di unità follicolari vitali dalla zona occipitale dello scalpo, definita area donatrice o donante, alla zona glabra o diradata del cuoio capelluto, che prende il nome di zona ricevente.

Si parla anche di “autotrapianto” poiché i bulbi piliferi utilizzati provengono necessariamente dallo stesso paziente, non è possibile prelevarli da un donatore, né utilizzarne di sintetici.

 

La storia dell’autotrapianto

Le prime testimonianze di operazioni di trapianto di peli animali e di capelli umani risalgono, secondo gli esperti, al diciottesimo secolo. Non vi sono, tuttavia, report scritti che forniscano indicazioni precise riguardo alle metodiche utilizzate.

I primi veri interventi di autotrapianto furono eseguiti in Giappone durante la seconda Guerra Mondiale, per camuffare le ustioni causate dagli scontri a fuoco. Si rimuovevano delle strisce di pelle dal cuoio capelluto, che erano poi innestate nella zona ustionata. Fu immediatamente possibile notare che i capelli trapiantati ricrescevano.

A causa della guerra, la tecnica del trapianto di capelli ebbe una lenta diffusione nel mondo occidentale. Il primo trapianto fu eseguito a New York negli anni ‘60.

Durante gli anni ’80, ci si serviva della tecnica con punzone. Il chirurgo procedeva rimuovendo una zona rotonda di pelle con circa 20 capelli. In un’intera sessione si potevano trapiantare al massimo 100 graft.

Dato l’aspetto innaturale ottenuto con questa metodica, si parlava del cosiddetto “effetto bambola”. Gli innesti erano molto distanti tra loro e non si teneva conto dell’angolazione necessaria a simulare la direzione dei capelli naturali.

All’inizio degli anni ’90 si potè assistere alla diffusione della metodica dei micro innesti. Una striscia di pelle veniva prelevata dalla zona occipitale dello scalpo. Da questa si ottenevano, poi, innesti di dimensioni differenti. In questa fase la transection rate (percentuale di innesti danneggiati) era molto alta.

Alla fine degli anni ’90 si optò per l’utilizzo del microscopio ad alta risoluzione. Si scoprì che i capelli non crescono singolarmente ma in gruppi che variano da 1 a 5 unità. Si iniziò a parlare di unità follicolari.

Attualmente, le cliniche specializzate nell’ambito della hair restoration realizzano il trapianto di capelli servendosi di due tecniche principali: Strip o FUT (Follicular Unit Transplantation) e FUE (Follicular Unit Extraction). Ci concentreremo sui due metodi di estrazione nei prossimi paragrafi.

Il trapianto di capelli rappresenta, attualmente, l’unica soluzione risolutiva e definitiva all’alopecia androgenetica, la principale causa di diradamento e caduta di capelli nell’uomo e nella donna.

 

Trapianto di capelli con tecnica FUT (Follicular Unit Transplantation)

La tecnica di trapianto FUT consiste nella rimozione di una losanga di pelle dalla zona donatrice dello scalpo, da cui saranno poi estratte le singole graft con l’ausilio di un microscopio.

L’obiettivo è preservare l’unità follicolare rispettando ogni componente che la caratterizza.

Le unità follicolari ottenute sono poi innestate in micro-incisioni precedentemente realizzate in zona ricevente, rispettando al massimo il pattern naturale e la disposizione tipica dei capelli sul cuoio capelluto.

Negli ultimi decenni, sono stati fatti passi da gigante nell’esecuzione della procedura e i risultati ottenuti dai migliori chirurghi della calvizie sono del tutto naturali. È possibile ottenere un’alta densità eseguendo le cosiddette macro-sessions.

 

Sutura tricofitica

L’estrazione tramite rimozione della strip di pelle porta alla formazione di una cicatrice di forma allungata nella parte posteriore del cuoio capelluto. Se il trapianto è eseguito correttamente, la cicatrice risulterà molto sottile e del tutto camuffata dai capelli circostanti.

Per far sì che la cicatrice risulti praticamente invisibile, alcuni esperti si servono della sutura tricofitica. Il metodo consiste nella sovrapposizione dei lembi della ferita al momento della chiusura della stessa. Un lembo di pelle è tagliato obliquamente e i lembi di pelle adiacenti sono accostati per chiudere la ferita e, data la modalità con cui sono tagliati, si sovrappongono.

In questo modo, una parte di cute si trova coperta da un lembo, e con essa i follicoli piliferi che danno origine a capelli che crescono attraverso il tessuto camuffando infine la cicatrice.

In presenza di una cicatrice molto ampia, il paziente deve necessariamente portare i capelli a una lunghezza sufficiente per nascondere otticamente la zona di prelievo. Grazie alla sutura tricofitica, invece, il paziente potrà accorciare i capelli a una lunghezza di 6 mm.

Un’ulteriore ambito di applicazione della sutura tricofitica prevede il miglioramento di cicatrici risultanti da trapianti di capelli precedentemente eseguiti. Sono molti i casi di repair risolti grazie a questa metodica.

La sutura tricofitica è consigliabile nel caso in cui il paziente sia giovane. Spetta al chirurgo definire il piano di trattamento e capire se questo approccio rappresenti l’opzione migliore.

 

Trapianto di capelli con tecnica FUE (Follicular Unit Extraction)

Il trapianto di capelli FUE (Folliculari Unit Extraction) prevede il prelievo delle singole graft direttamente dalla zona donatrice tramite l’ausilio di strumenti specifici definiti punch. Le fasi successive del trapianto, cioè la pulizia delle unità follicolari e il loro innesto in micro-incisioni nella zona ricevente, sono identiche a quelle tipiche del trapianto eseguito con metodo di estrazione Strip.

Una delle ragioni dello sviluppo di questo metodo è l’insoddisfazione di alcuni pazienti di fronte alla lunga cicatrice presente in area donatrice a seguito del trapianto di capelli FUT.

Inizialmente la nuova tecnica ha portato a un aumento eccessivo dei costi, date le tempistiche di estrazione estremamente lunghe. Di conseguenza, il numero di unità follicolari estratte era sensibilmente inferiore. Inoltre, sebbene non vi fosse una lunga cicatrice, l’estrazione delle singole graft portava comunque alla formazione di piccole cicatrici di forma circolare comunque visibili sul cuoio capelluto. Per tutte queste ragioni, e di fronte ai risultati eccellenti ottenuti da alcuni chirurghi con il metodo Strip, il successo del metodo FUE si fece attendere.

Negli ultimi anni, grazie ai miglioramenti e agli studi eseguiti dai maggiori esponenti di chirurgia della calvizie, la tecnica FUE ha vissuto un notevole sviluppo ed è oggi richiesta da un’ampia fetta di mercato.

Sono stati sviluppati dei punch con dimensioni più ridotte per minimizzare il risultato cicatriziale, le incisioni sono più precise, i graft sono ben analizzati e preservati, i numeri di graft estratte aumentano e i risultati migliorano costantemente.

Le cicatrici sono praticamente invisibili e il paziente può portare i capelli anche rasati a pochi millimetri.

In alcuni casi, il chirurgo può optare per la combinazione Strip + FUE in modo da prelevare il maggior numero di graft senza danneggiare la donor.

 

Come gestire e preservare l’area donatrice durante il prelievo

Uno dei fattori che determinano il successo di un trapianto è la corretta gestione dell’area donatrice. È essenziale rispettarla e per riuscirci il chirurgo deve pianificare accuratamente l’approccio migliore per la realizzazione dell’estrazione. Tra i fattori da considerare ricordiamo:

  • Colore dei capelli e della pelle
  • Lunghezza dei capelli
  • Struttura dei capelli
  • Densità
  • Numero di capelli per unità follicolare
  • Indice di massa del capello
  • Angolazione e direzione dei capelli
  • Processi di cicatrizzazione della pelle

 

Il Dott. Alt e il Dott. Unger hanno indicato quali siano i margini “safe”, cioè sicuri entro i quali è possibile operare. Naturalmente, è opportuno ricordare che ogni caso è unico e ogni area donatrice presenta peculiarità che la rendono diversa da tutte le altre.

È anche essenziale ricordare che la densità varia all’interno della donor. Le zone temporale e parietali presentano una densità inferiore rispetto alla zona mid-occipitale e occipitale. Lo stesso è vero per l’angolazione e la direzione dei follicoli piliferi.

I chirurghi attingono di solito dalla zona occipitale, dove si hanno meno recettori degli androgeni.

Il punch per l’estrazione

La scelta del corretto punch ha ripercussioni sul risultato del trapianto.

Tra i fattori da considerare ricordiamo:

  • diametro del punch
  • angolo di taglio
  • punta della lama (che può essere arrotondata o appuntita)
  • punch manuale o punch motorizzato

 

Body hair transplant (BHT)

Generalmente un trapianto di capelli si serve delle unità follicolari del cuoio capelluto. Tuttavia, qualora la donor non sia sufficientemente ricca, è possibile attingere ad altre zone del corpo quali gambe, braccia, addome, petto, schiena o volto. Si parla, in questo caso, di Body Hair Transplant (trapianto di peli del corpo).

In alcuni casi, tali zone possono essere la fonte per il prelievo di migliaia di graft. Generalmente l’innesto non avviene in zona frontale. Si preferisce utilizzare le unità follicolari ottenute per aumentare la densità nella zona del vertex.

L’estrazione avviene tramite metodo FUE in modo che non si abbia alcuna cicatrice con forma allungata. L’innesto avviene con le modalità precedentemente descritte per i metodi FUT e FUE.

Per comprendere se il BHT rappresenti una buona opzione per un paziente, è opportuno servirsi del metodo sviluppato dal Dott. True, il Torso Donor Index (TDI).

I criteri da considerare sono i seguenti:

  • I peli del corpo devono essere simili, per aspetto e caratteristiche, ai capelli.
  • La densità pilifera deve superare le 40 unità follicolari per cm2.
  • L’area donatrice deve essere sufficientemente estesa.
  • È necessario comprendere se vi siano unità follicolari doppie o triple.
  • La lunghezza dei capelli deve essere sufficiente.

 

Gli enti internazionali cui fare riferimento nell’ambito della hair restoration

Come più volte ribadito, il mondo del trapianto di capelli e, più in generale, della hair restoration, sono in continua evoluzione. A livello mondiale, vi sono diverse organizzazioni volte alla ricerca scientifica, all’insegnamento e all’informazione.

L’ente che si occupa di radunare i principali esponenti del settore e di mantenere inalterati i livelli d’eccellenza nelle pratiche mediche e chirurgiche è l’International Society of Hair Restoration Surgery (ISHRS). Si tratta di un’associazione medica senza scopo di lucro che conta più di 1.000 tricologi.

La società si impegna a offrire una costante formazione ai medici e fornisce informazioni aggiornate su tutte le tecniche e i trattamenti disponibili contro la caduta dei capelli in alternativa alla soluzione chirurgica. L’ISHRS è un gruppo caratterizzato da un respiro internazionale, che si impegna a preservare la sua collegialità, la ricerca, la consapevolezza, l’etica e la formazione del pubblico e dell’esperto.

L’ISHRS riunisce il Global Council of Hair Restoration Surgery Societies, costituito da società operanti a livello nazionale:

  • American Board of Hair Restoration Surgery
  • American Society of Hair Restoration Surgery
  • Argentine Society of Hair Recovery (Asociacion Argentina de Recuperacion Capilar – AARC)
  • Asian Association of Hair Restoration Surgeons
  • Australasian Society of Hair Restoration Surgery
  • Brazilian Society of Hair Restoration Surgery (Associação Brasileira de Cirurgia de Restauração Capilar – ABCRC)
  • British Association of Hair Restoration Surgery
  • French Hair Restoration Surgery Society
  • German Society of Hair Restoration (Verband Deutscher Haarchirurgen)
  • Hellenic Academy of Hair Restoration Surgery
  • Ibero Latin American Society of Hair Transplantation (Sociedad Iberolatinoamericana de Trasplante de Cabello- SILATC)
  • Association of Hair Restoration Surgeons-India
  • International Society of Hair Restoration Surgery
  • Italian Society for Hair Science and Restoration
  • Japanese Society of Clinical Hair Restoration
  • Korean Society of Hair Restoration Surgery
  • Hair Restoration Society of Pakistan
  • Paraguayan Society of Hair Restoration Surgery
  • Polish Society of Hair Restoration Surgery
  • Swiss Society for Hair Restoration Surgery
  • Thai Society of Hair Restoration Surgery

 

Nel panorama italiano, l’ente di riferimento è la Società Italiana di Tricologia (S.I.Tri.), un’associazione scientifica senza scopo di lucro che si occupa di informare il pubblico e i medici su tutte le novità e innovazioni in campo tricologico.

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