Croste dopo trapianto di capelli: cosa bisogna sapere?

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Le croste dopo il trapianto di capelli

La comparsa di croste o crosticine nel cuoio capelluto è uno degli effetti che seguono il trapianto di capelli.

Infatti, nel post-operazione, al paziente potrebbero verificarsi condizioni temporanee nell’area trapiantata, tra cui: formazione crosticine, gonfiore, ipertesia dello scalpo ed infiammazioni cutanee.

Le croste possono presentarsi di vario aspetto a seconda della loro origine e delle caratteristiche.

La cura delle croste è un aspetto molto importante per l’ottenimento di risultati ideali nel post-autotrapianto. In questa fase è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni postoperatorie fornite dal medico.

 

Cosa sono le croste

Le croste1 sono definite come delle masse che si formano superficialmente sulla pelle. Fisiologicamente, esse possono comparire per concentrazione da secreto, da essudato e da trasudato.

Croste da secreto

Questo tipo sono tipicamente di colorito giallo-scuro, e se toccate ungono e possono rilasciare odori di grassi. Se rimosse prematuramente, rivelano i follicoli sottostanti che rilasciano del liquido untuoso.

Croste da essudato

Tali crosticine vengono a crearsi a seguito di lesioni essudanti sulla cute: tra le più frequenti, bolle, pustole, vescicole. Il loro colorito può variare dal giallo al marrone. Quando vengono tolte mostrano una superficie erosa circondata da un alone infiltrato.

Crosticine da trasudato

Queste ultime sono le più aderenti e vengono create dal sangue o dalla linfa. Inoltre, sono solitamente di colore rosso.

 

Come si creano le croste

La creazione di croste è la risposta del nostro corpo ad una ferita. A seguito di una lacerazione, l’organismo perde sangue. Il sangue fuoriuscito, seccandosi insieme ai liquidi interstiziali, forma delle croste.

Queste sono la protezione temporanea della cute in via di guarigione dagli agenti esterni.

Infatti, mentre la crosta rimane sulla pelle, le cellule sottostanti posso ricostruire il tessuto danneggiato.

In media, una crosta impiega da una a due settimane per cadere da sola.

Durante il periodo di comparsa, è sconsigliato rimuovere le croste per facilitare la naturale ricostruzione epiteliale della ferita.

 

Effetti post trapianto capelli

L’alopecia androgenetica è la forma più diffusa di caduta dei capelli. Essa trova rimedio con il trapianto di capelli. Il trapianto di capelli è un’operazione chirurgica che permetta la crescita di capelli laddove non ci sono più. Esistono diverse tecniche di trapianto di capelli e moltissimi sono i chirurghi nel mondo che li eseguono.

Tuttavia, oltre all’effetto estetico desiderato, nel periodo imminente post-operazione possono comparire piccoli “disagi”. Tra i più comuni, oltre all’arrossamento, al gonfiore e all’ipertesia dello scalpo, c’è la formazione di piccole crosticine in testa.

 

Crosticine in testa dopo trapianto capelli

Delle crosticine si formano nell’area trapiantata in seguito all’autotrapianto. È un fenomeno del tutto naturale che deve destare alcun timore. Infatti, la formazione di crosticine dopo il trapianto è la risposta immunitaria del nostro organismo alle incisioni cutanee.

Sebbene possano provocare prurito o non essere esteticamente piacevoli, le croste non devono essere rimosse. Se lo si facesse, si rischierebbe lo strappo del follicolo pilifero.

Attraverso i lavaggi, il paziente provocherà l’espansione e l’ammorbidimento delle crosticine, che dopo circa 10 giorni dall’intervento cadranno.

Se non cadessero da sole dopo 2 settimane dal trapianto, è necessario “forzare” la loro caduta. In questi casi è consigliato idratare notevolmente l’area trapiantata per ammorbidirne le croste. Difatti, se presenti troppo a lungo, le croste potrebbero impedire ai nuovi follicoli piliferi di assumere ossigeno.

 

Croste in testa: altre cause

Esistono condizioni diverse dal trapianto di capelli che portano alla formazione di croste in testa.

Nei neonati la crosta lattea è un disturbo che colpisce il cuoio capelluto ed è caratterizzato da un colore giallastro. Invece, negli adulti le croste sono frequentemente sintomi di patologie.

In primo luogo, la dermatite seborroica è caratterizzata da desquamazioni e crosticine sul capo. Quest’ultime sono tipicamente di colore biancastro o giallo. Il responsabile della dermatite seborroica è un fungo conosciuto come malassezia furfur. La malattia in questione si presenta in una percentuale massima del 5% della popolazione2.

Anche la psoriasi può causare la formazione di croste in testa. Tuttavia in questo caso le croste sono bianche-argento, asciutte e non untuose. La psoriasi è una malattia che colpisce lo 0.2-0.3% della popolazione. Le sue cause possono essere stress, traumi, infezioni.

Inoltre, i pidocchi nei capelli portano dolore e prurito, che a sua volta può scatenare ferite e piccole crosticine.

Infine, da segnalare sono l’impetigine e la varicella, due malattie infettive che possono causare croste in testa.

 

Croste in testa: cosa fare

La presenza di croste in testa è una condizione antiestetica e fastidiosa. Poiché le sue cause potrebbero essere diverse, è necessario affrontare il problema seguiti da uno specialista.

In particolare, il dermatologo è la figura più adatta in questi casi. Egli è in grado di consigliare la migliore cura per ciascun caso specifico. Infatti, soluzioni “fai-da-te” potrebbero addirittura aggravare la situazione, portando anche alla caduta dei capelli. In questo senso, anche solo grattarsi eccessivamente può causare la caduta permanente del follicolo pilifero.

 

Rimedi naturali per le croste in testa

Esistono dei rimedi naturali per facilitare il trattamento delle croste in testa.

In primis, l’uso di olio di cocco è particolarmente indicato per le pelli sensibili, come la pelle dei bambini. Inoltre, applicare olio di borragine permette di stimolare la pelle danneggiata attraverso l’acido linoleico.

Consigliato è anche usare il tea tree o la jojoba per rendere la crosta più molle.

 

Conclusioni

Le croste in testa sono una risposta naturale del corso a delle ferite. Esse si formano dal sangue fuoriuscito che, solidificandosi, protegge l’organismo dai batteri esterni.

Esistono diversi tipi di croste, a seconda delle condizioni di formazione.

La comparsa di croste può indicare la presenza di patologie come la psoriasi o la dermatite seborroica.

Le croste sono una conseguenza del trapianto di capelli nell’area trapiantata. Le micro-incisioni creeranno croste temporanee che proteggono i nuovi follicoli piliferi. Dopo 10 giorni dall’operazione, queste cadranno automaticamente.

Nel caso di croste in testa, è consigliato rivolgersi ad un dermatologo ed evitare soluzioni fai-da-te.

Sono in commercio rimedi naturali per trattare le crosticine in testa. Tra i prodotti più diffusi, il tea tree, la jojoba, e l’olio di cocco.

 

Riferimenti

[1] https://www.treccani.it/crosta/

[2] J. Clin Aesthet Dermatol, Adult Seborrheic Dermatitis – A Status Report on Practical Topical Management, 2011

Iscritto al forum Ieson dal 2007, Salusmaster dal 2007 e Bellicapelli dal 2010, moderatore globale del forum Bellicapelli. Creatore di: bellicapelliforum.com, blogcalvizie.it, beautymedical.it, alliance4hair.com, insalacoclinic.com e gestore di oltre 20 website che trattano il tema della perdita dei capelli. Responsabile marketing, comunicazione e CRM nello Staff di Milena Lardì dal 2012. Partecipazione attiva ai più importanti meeting mondiali sulla chirurgia della calvizie. Da maggio 2020 sono consulente con esclusiva nazionale per il Web della dott.ssa Chiara Insalaco.